Anche tu ogni giorno ti trovi di fronte a tantissimi marchi, loghi e immagini apposte su confezioni di tutti i tipi?
Lo sai che molto spesso sono realizzati per invogliarti ad acquistare e farti avvertire l’acquolina in bocca già tra le prime corsie del supermercato?

Nel panorama alimentare esistono diversi marchi, quelli di qualità come i ben noti DOP, IGP, STG; altri invece sono marchi d’origine come il “prodotto in Italia” sotto la dicitura del “MADE IN ITALY”.

Ma tra tutte le diciture conosciamo veramente il significato di questo “marchio” identificativo?
Sai distinguere dall’etichetta o dal packaging il Vero “Made in Italy”?

Scopriamolo assieme…

Quanto nasce il termine “MADE IN ITALY”?

Il MADE IN ITALY è una dicitura che nasce intorno al 1950 proprio quando in Italia iniziò a verificarsi la ripresa post guerra, economica e sociale.

Il termine “Made in Italy” nasce proprio in un questo particolare contesto, costituito da imprese di medie e piccole dimensioni, molto spesso a carattere familiare, che nel corso dei decenni si sono evolute ed adattate per operare in un mercato soggetto a rapidi cambiamenti con tendenza a specializzarsi in determinate tipologie di produzione e ad essere organizzate e concentrate su base locale.

Il significato letterale del termine è quello di indicare l’insieme delle merci il cui processo produttivo viene svolto principalmente sul territorio italiano. Questa definizione, tuttavia, da sola non basta ad esprimere la complessità che si cela dietro a tale denominazione, che viene sostanzialmente ricondotta alla semplice provenienza di un certo prodotto.

MADE IN ITALY inizia la sua carriera come marchio d’eccellenza nel comparto abbigliamento per poi trasformarsi in qualcosa di molto più importante di un semplice marchio di origine, giungendo ad assumere le caratteristiche di un vero e proprio “brand”, dotato di un’identità ben definita e divenuto sinonimo di qualità e affidabilità, caratteristiche riconosciute in tutto il mondo. Il Made in Italy, dunque vanta 4 categorie di eccellenze, denominate le quattro “A” tra cui: Abbigliamento, Agroalimentare, Arredamento e Automobili.

Il MADE IN ITALY Agroalimentare, di cui parleremo in questo articolo, vede i suoi punti di forza nei prodotti tipici della cosiddetta “dieta mediterranea” che si contraddistinguono per la territorialità delle materie prime e tradizionalità della preparazione

Perché è importante la dicitura "Made in Italy"?

L’applicazione della dicitura “Made in Italy” o altre similari o l’utilizzo di qualsiasi simbolo o immagine in un prodotto alimentare è posta allo scopo di far pensare al consumatore finale che il prodotto sia stato interamente prodotto in Italia, divenendone simbolo di qualità, territorialità e filiera corta. Per un’impresa, dunque, avere la possibilità di vendere prodotti con denominazione “Made in Italy” significa poter godere di un forte vantaggio rispetto alla concorrenza, grazie ai benefici che derivano da un’immagine tanto forte.

In questo panorama competitivo bisogna però, prestare molta attenzione all’utilizzo improprio di questo marchio, difatti viene regolamentato da normative specifiche, che non riguardano esclusivamente gli alimenti. La legge a cui fa riferimento è la n° 350/2003 dove specifica nei diversi punti i parametri di utilizzo di tale dicitura.

Cosa rende un prodotto “Made in Italy”?

Un prodotto può essere marchiato con la dicitura “MADE IN ITALY” se è avvenuta in Italia l’ultima trasformazione o lavorazione sostanziale, quindi l’origine della materia prima può essere di un altro paese.

Ma allora tutti i prodotti sono “falsi italiani”? Qual è il vero “Made in Italy”?

Per tutelare le produzioni tipiche e le imprese artigianali che hanno mantenuto la produzione sul territorio italiano e non sono ricorse alla delocalizzazione, il Decreto Legislativo 135/09 art.16 ha avuto il pregio di introdurre un nuovo marchio di origine: il “100% Made in Italy”.

Con tale legge possono considerarsi interamente italiani soltanto i prodotti per i quali il disegno, la progettazione, la lavorazione ed il confezionamento sono avvenuti esclusivamente sul territorio italiano. Soltanto questi prodotti potranno fregiarsi di diciture quali “100% Made in Italy”, “100% Italia” “tutto italiano” o simili.

Quali possono essere le FRODI o FALSI “MADE IN ITALY”?

Le frodi riguardano principalmente l’utilizzo improprio del “marchio d’origine” che possa in qualche modo influenzare il consumatore a pensare che la qualità e origine del prodotto sia interamente italiana diventando una pratica commerciale ingannevole.

Concretamente quando troviamo nelle confezioni simboli, scritte o immagini che possano trarci in inganno solo a scopo di vendita e marketing siamo di fronte a una frode, ovvero utilizzo improprio di quel marchio. Per fortuna nel panorama odierno i controlli sono sempre più intensi poiché l’utilizzo di queste strategie di marketing nelle grandi aziende è sempre più frequente dato il mercato sempre più competitivo.

E se volessi ampliare la via rete di vendita all’estero?
Come viene visto il “Made in Italy”?

Il settore alimentare italiano porta a vantare un primato legato alla propria terra.

Le coltivazioni e le produzioni agroalimentari italiane rendono i suoi prodotti molto ambiti: non solo vini, spumanti, olio e formaggi, anche le produzioni biologiche hanno reso famosa l’Italia in tutto il mondo. L’export di questi prodotti ha avuto una crescita esponenziale nel 2020 (+1,9%) che continua nonostante il calo generale dovuto all’emergenza sanitaria. Il Sud è principale dispensatore di questi prodotti, come registrato dalla Coldiretti dopo l’analisi dei dati Istat relativi alla produzione e all’esportazione delle singole Regioni, prime tra tutte il Molise, la Basilicata e la Campania. Oltre il 55% della produzione si è diretta verso l’Unione Europea, mentre il resto dei prodotti ha visto come meta privilegiata gli Stati Uniti.

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